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  1. La questione morale: Berlusconi, Del Turco, e gli italiani
  2. Renzi imita voce Berlusconi: «Abbiamo creato un milione di posti di lavoro»
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La questione morale: Berlusconi, Del Turco, e gli italiani

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Non capisco quale potere costituito: non quello politico, se la magistratura è indipendente e non quello giudiziario, se gli inquirenti hanno solo il compito di perseguire i reati: non lo dico polemicamente, davvero, mi sfugge la logica Non nego che il problema sia serio specie qui dove l' abuso nelle pubblicazioni è frequente , ma specie per politici ed amministratori mi interessa più il diritto di cronaca. Quelli a Fazio no, e nemmeno i discorsi di BS con le ragazzotte.

Il problema è dove mettere il confine tra informazioni pubblicabili e non pubblicabili. In USA a Larry Flint è stato concesso di pubblicare roba porno in omaggio alla libertà di stampa per non dare allo stato il potere di decidere dov'è il confine tra cosa è pubblicabile o meno.

Per quanto mi riguarda sono altrettanto intransigente. E già ora non mi pare ci sia un deficit di omertà dalle vostre parti. A prescindere dalla tua o la mia posizione in proposito. Trattasi di uno di quei problemi in cui, purtroppo, si discute a livello qualitativo e non quantitativo, quindi la discussione si fa alquanto complicata.

La mia impressione è opposta, ma se qualcuno ha dati ed osservazioni che mi contraddicono, ben vengano. Per quanto riguarda i due paesi che controllo tanto e più che l'Italia son certo che no: sulla stampa USA il fatto che il senatore tale è finocchio ed imbarca nei cessi degli aeroporti viene descritto nei minimi dettagli, come in quella spagnola vengono descritte le svariate orgette a base di cocaina e puttane pagate da soldi pubblici del comandante, incriminato, della Guardia Civil.

Dell'Inghilterra, dove gli scandali sessuali che coinvolgono i politici sono settimanali, tutti sappiamo. Senza dubbio alcuno, senza dubbio alcuno! Ma pensiamo davvero che obbligare i giornalisti a rivelare le proprie fonti sia la cura?

Lo dubito assai, lo dubito assai. Non mischiamo le questioni. La qualità della stampa italiana migliorerà quando qualcuno comincerà a pubblicare un giornale serio ed indipendente, e questo avrà successo tale da forzare gli altri a competere imitandolo. Senza rivelarsi, quindi permettendo al giornalista di dire la verità e provarla: mi è arrivato in un pacco anonimo.

Renzi imita voce Berlusconi: «Abbiamo creato un milione di posti di lavoro»

Tutto questo INVECE non è vero per il vero lavoro d'investigazione, dove il giornalista i fatti e le notizie se le deve cercare di persona, eccetera. Pensaci un attimo ed è ovvio: otterresti solo l'effetto opposto di quello desiderato.

Le norme in essere in Italia non sono dure a sufficienza? Lo dubito, ma si possono comunque indurire. Non vedo il problema. Se davvero pensiamo che questo sia un problema di nuovo, lo dubito: all'innocenza di Tortora venne data la medesima visibilità che alla presuna colpevolezza, idem per Tronchetti Provera Se il contenuto di una notizia è non pubblicabile, chi la pubblica commette reato indipendentemente dalla fonte della medesima; se invece pubblicare non implica reato, perché mai voler rendere pubblica la fonte?

Mi sembra una soluzione quasi banale, no? Com'è che un governo dove ci sono almeno tre autoproclamati genii per non parlare dei molti che l'hanno proceduto non c'è arrivato? E se ci sono arrivati, perché non funziona? Cosa che non si ottierrà prosciugando i contributi diretti all'editoria e lasciando quelli indiretti. E null'altro. I pochi editori puri e le cooperative vere Carta, il Manifesto, chi altro?

A me piace giocare al fare il grande fratello Non avendo ottenuto risposta forse è in ferie allego il link all'articolo. Allo stato, comunque, è questo. In un modo o nell'altro c'è scappato pure il morto. I metodi della polizia sono sotto il fuoco della critica, di certa critica. Anche il Guardian s'interroga in questo senso. Secondo me siamo noi italiani che stiamo infettando il mondo col nostro isterismo pagliaccesco. Anche nella perfida Albione non ci sono più quei bravi Britons di una volta, belli flemmatici.

C'è un filo logico in questo commento? Potresti chiarire? Piccola premessa. La giustizia penale riguarda tutti i processi legati alla repressione dei reati, ossia quei fatti e in alcuni casi e luoghi anche le idee ed i comportamenti che lo Stato con S maiuscola ritene di dover punire perchè dannosi o pericolosi per la comunità dei cittadini o per lo stato stesso.

Talvolta alcune regole diventano obsolete e quindi i fatti puniti vengono depenalizzati, talvolta altri fatti, prima non sentiti come pericolosi, diventano oggetto di reato perchè si vuole dare maggiore forza alla regola di comportamento.

Chi si occupa di far rispettare le regole del gioco sono gli organi di polizia e, in uno stato democratico, una magistrature indipendente dal potere esecutivo. In quest'ottica l'obbligatorietà dell'azione penale è una assoluta garanzia per il cittadino: non è il magistrato, nè il potere politico, a decidere quali reati perseguire, ma tutti indistintamente devono esserlo.

Infatti, una regola è una regola, o la si applica o non la si applica, non vedo vie di mezzo logiche.

Mi consenta di scaricare la suoneria!

A meno che con l'abrogazione della obbligatorietà dell'azione penale non si voglia che il ministro, di volta in volta possa avere la possibilità di intervenire sui singoli casi e decidere nello specifico: le conseguenze dannose sono talmente evidenti che mi sembra inutile parlarne.

Molti di noi hanno giocato a calcio o comunque si divertono a guardarlo. Si badi, che non sto parlando di "interpretazione della regola" come avviene ad esempio per un arbitraggio all'inglese , ma della precisa scelta di non punire un comportamento specifico. In quanto tempo, secondo voi, quel gioco del calcio cesserebbe di essere il "gioco del calcio" per diventare qualcosa d'altro?

Proviamo a trattare i giudici come banker, assumendoli e licenziandoli in massa man mano che il "ciclo" evolve? Se si continua a far finta di niente, si offre alla politica l'alibi per altri 15 anni di malfunzionamento. Se, invece, si ritiene che il problema non esista e che sia tutta una montatura della politica per aggirare le proprie responsabilita', lo si dica chiaramente.

In un mondo ideale, Sabino, il ragionamento non farebbe una grinza ma, nella realtà, la discrezionalità della magistratura o, meglio, dei singoli magistrati inquirenti è acclarata e confermata dagli stessi appartenenti a quest'ulteriore casta che, magari, sarà migliore di altre ma, francamente, non ci metterei la mano sul fuoco e, d'altra parte, occorre anche chiedersi perché l'obbligatorietà dell'azione penale rimane una peculiarità tutta italiana.

In questo blog si è più volte discusso dell'argomento - anche usufruendo della competenza di alcuni addetti ai lavori, spesso in contradditorio con le insoddisfacenti esperienze di chi si è trovato, suo malgrado, ad interagire con il sistema - e sono state evidenziate difficoltà e carenze, d'altra parte ben conosciute dagli operatori economici d'oltre confine che, notoriamente, attribuiscono al problema rilevanza tale da sconsigliare investimenti imprenditoriali nel belpaese si veda il "Forum degli investitori esteri", ad esempio.

Faccio un primo pragmatico tentativo, cercando di valorizzare gli aspetti positivi di quanto in discussione a livello governativo, anziché soffermarmi sugli errori e sulle azioni "pro domo BS" già ampiamente evidenziate e, giustamente, criticate: a qualcuno sembra sbagliato decidere di mettere da parte procedimenti svuotati di ogni significato da quella porcheria che è stato l'indulto?

Ancora, perchè non dovrebbe essere condivisibile la priorità ai processi a carico di persone detenute oppure per reati di mafia o terrorismo? Non sostengo certo che il decreto sicurezza sia la panacea — ci mancherebbe! Ma nella pratica applicazione la via di mezzo esiste eccome. Si lascia al singolo magistrato il cherry picking su quali reati perseguire, su come allocare le risorse di tempo e mezzi di cui dispone, e tutto questo senza di fatto nessuna conseguenza per chi non fa decentemente il suo lavoro.

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Sicuramente e' meglio che le scelte discrezionali su come allocare risorse sulla persecuzione dei reati siano decentrate piuttosto che accentrate a magari affidate - violando la separazione dei poteri - a chi scrive le leggi.

Quello che e' profondamente sbagliato nel sistema italiano e' l'assenza di ogni conseguenza per i magistrati che non fanno decentemente il loro lavoro, e l'assenza di ogni criterio meritocratico che premi chi fa meglio.

La Costituzione affida ai magistrati il compito di auto-amministrarsi: questo e' un altro principio astratto, la cui applicazione pratica e' semplicemente penosa.

E' essenziale per l'Italia trovare dei mezzi perche' nella pratica applicazione vi siano premi per i magistrati che operano bene e conseguenze negative per quelli che operano male. Per il potere legislativo ed esecutivo ci sono le elezioni: se una maggioranza di governo fa pena ha buone possibilita' di perdere le successive elezioni, almeno.

E' urgente che si trovino meccanismi paragonabili o si avvii una prassi virtuosa per cui anche nella magistratura accada qualcosa di simile. E' urgente perche' in caso contrario l'alternativa piu' semplice e' quella di sottomettere almeno parte della magistratura allo stesso potere politico che scrive le leggi, col vantaggio di avere un controllo democratico tramite le elezioni ma con lo svantaggio di avere minore separazione di poteri e quindi maggiori spazi per arbitri e iniquita'.

Non credo sia realistico esigere di avere in Italia una giustizia paragonabile per efficienza ed equita' a quelle nord-europee, perche' alla fine il funzionamento dello Stato non puo' non riflettere i problemi di fondo e l'arretratezza della societa' italiana.

Penso pero' sia possibile rendersi conto che certi principi astratti per quanto logici e belli e costituzionanali non sono sufficienti a contrastare lo sfascio quotidiano dell'amministrazione della giustizia e del funzionamento dello Stato in generale.

Come on, pleeeeeease Just a little bit of common sense non guasterebbe proprio. Se un marziano capitasse in Italia e sentisse parlare del "massacro" e delle "torture" della Bolzaneto e della Diaz, a cosa penserebbe, se non a famiglie che ancor oggi piangono i propri morti?

A orbi, sciancati e zoppi che ancor oggi si portano dietro i segni delle torture? E invece, tra le vittime di queste ormai mitiche imprese fasciste non c'è nessun morto, nessun ferito che non se la sia cavata con qualche settimana al massimo - per quello che ne so io - di cure. Vogliamo andare a vedere tutte le volte che polizie di altri paesi democratici e civili ha abusato dei propri poteri e si è spinta nell'arbitrio?

Ma dai…. Noi avremmo voluto che lo facesse. Dio che ipocrisia! Ma pensi al codice penale, questo giustiziere democratico, e non dia lezioni di democrazia da quattro soldi al popolo bue. Il tutto andava fatto in maniera trasparente, seria e rigidissima.

Al signor cardinale di Genova andava rivolto l'invito di farsi i cazzi suoi in cattedrale e di non mischiarsi negli affari politici interni italiani, idem per la solita valanga di fighetti nazionali che si offrirono per fare i garanti di questo e di quello. L'ordine pubblico e' l'ordine pubblico: invece di passare settimane a patteggiare e far compromessi bastava fermare gli organizzatori dal delinquente veneto il cui nome non ricordo a quello napoletano all'avvocato milanese imputandoli del reato che stavano compiendo: organizzare un'adunata sediziosa che intendeva mettere a ferro e fuoco la città.

I cialtroni, guidati da delinquenti tuttora a piede libero, fecero quello che intendevano fare: saccheggiare Genova. Le forze di polizia - incompetenti e scarsamente professionalizzate, come son sempre state, oltre che poco disponibili allo scontro di piazza per controllare i manifestanti, perché lo scontro di piazza è faticoso ed al sindacato di polizia non piace - si "vendicarono" con la criminale impresa Diaz-Bolzaneto dove scaricarono le loro frustrazioni, la loro impotenza, i loro istinti fondamentalmente reazionari su chi venne loro a tiro.

Va aggiunto a demerito della sinistra demenziale che su quella morte hanno anche fatto sciacallaggio, come sulle morti sul lavoro, presentando come candidata alle elezioni la madre e infine portandola in Senato. E su questo ho il forte sospetto che i bassi istinti che le forze dell'ordine hanno sfogato a Bozaneto e Diaz si sono scatenati anche perche' in maniera informale e' stata data loro via libera dagli elementi fascistoidi della maggioranza di destra allora al governo.

Non ho detto che alla Bolzaneto e alla Diaz non sia successo nulla. Il governo Berlusconi si era appena insediato. E' un po' ipocrita mettere le persone in situazioni impossibili, e poi dal loro la colpa se non si dimostrano professionalmente impeccabili. Ammettiamo pure che non solo non si dimostrarono tali, ma che non andarono nemmeno lontanamente vicini a standards accettabili. Questo giustifica vaniloqui sulle sorti della democrazia, solo per impressionare l'opinione pubblica?

Quando i PM parlano, come hanno fatto, di "massacri" e "torture", usano termini che in lingua italiana hanno un significato ben preciso, e che suonano quantomeno offensivi per le vittime dei veri massacri e delle vere torture in giro per il vasto mondo.

Questo è il messaggio subliminale che la magistratura inquirente vuol fare passare. No, nei paesi seri gli eccessi commessi dall'apparato dello stato nell'esercizio delle sue funzioni non si contestualizzano.

Nei paesi seri i ministri della difesa dimettono istantaneamente anche se, per errore di un sottoposto di un sottoposto di un sottoposto di un sottoposto, dei soldati usano le munizioni sbagliate in un'esercitazione di secondaria importanza, causando dei feriti com'è successo poco tempo fa in Francia, senza andare troppo lontano.

Questo nei paesi seri. Invece in quelli governati da cialtroni e popolati da gente con le fette di ideologia sugli occhi ed una profonda confusione mentale su come funzionano gli stati si "contestualizza" inventandosi che la colpa era dell'opposizione che voleva dar filo da torcere al governo!

Cosa dovrebbe fare, l'opposizione?

Se non son capaci di governare e di assumersi le responsabilita' quando falliscono, che non governino Avendone conosciuti parecchi di costoro, non mi sorprenderei per nulla. Scemi ed incompetenti, anche oltre questo punto, gli alti papaveri del ministero dell'interno certamente sono: viste le loro performances nella gestione dell'ordine pubblico in Italia, da 60 anni a questa parte, non vedo di quale altra evidenza si abbia bisogno.

Nei paesi seri i ministri della difesa dimettono istantaneamente anche se, per errore di un sottoposto di un sottoposto di un sottoposto di un sottoposto, dei soldati usano le munizioni sbagliate in un'esercitazione di secondaria importanza, causando dei feriti. Sono perfettamente d'accordo anche se forse non andrei troppo giù col sottoposto del sottoposto del sottoposto La mia domanda a Boldrin è: perché un Ministro della Difesa si nonostante il bassissimo grado del sottoposto e la Gelmini no per l'esame di maturità assolutamente improponibile che hanno prodotto quest'anno nonostante il responsabile fosse un alto dirigente del Ministero molto vicino in grado al Ministro?

La storia che la Gelmini era arrivata da poco non mi convince. Cavolo, non parlava con i direttori del suo Ministero?? La storia che non è morto nessuno non mi convincerebbe neanche. Ognuno le proprie responsabilità nel suo piccolo. Dopo le ultime parole di Boldrin sono ancora più sorpreso della di lui difesa della Gelmini allora. Mah, forse hai ragione tu.

Dico sul serio. Da un lato perché l'entità del danno è ben minore, dall'altro perché davvero era appena arrivata mentre l'altro no. Ammetto, comunque, che sto caminando su dei distinguo sottili sottili Date le mie oscure origini professionali, ho pure insegnato etica militare ed e' principio sacrosanto si posson produrre gli argomenti, gradite per cui quando c'e' un errore, fosse esso Abu Ghraibh, Bolzanteo, My Lay, e' responsabile l'ufficiale in comando.

Comandare ha un aspetto gradevo,e e forse produce eccessive erezioni. Nelle immortali parole di R.

Reagan "It happened on my watch. Nelson, Victoria, etc. Il comandante domandava all'ufficiale perche;' non se ne era accorto e lo licenziava nei casi gravi lo faceva prima frustare e poi buttare in mare. Vi e' un solo esercito in cui il principio non vale e ogni individuo puo' e deve difendersi anche in corte marziale e puo' dire che la sua coscienza disse altrimenti. Vi lascio come indovinello serale, quale sia tale forza armata.

Sapevo io che ad usare la parola "contestualizzati" mi fregavo da solo. Perché in effetti concetti simili sono spesso serviti in Italia per scusare l'inscusabile. Ma io non l'ho usata a sproposito. Oh capisco lei vuole dire che in un paese decentemente civile la polizia dovrebbe sempre saper come comportarsi no matter what.

Ma in un paese dove le adunate semisediziose, le okkupazioni proletarie, gli espropri sempre proletari, gli scioperi selvaggi ecc.

Cosicché quando le cose si facevano dure, i nostri piedipiatti si sono sempre barcamenati tra la frustrazione impotente e le sfuriate rabbiose. E se dobbiamo trovare un colpevole, più degli altri, di questa incertezza del diritto come non vederlo in quella stessa sinistra che per i sessant'anni del dopoguerra non ha fatto altro che delegittimare istituzioni e maggioranze politiche regolarmente elette, veicolando ossessivamente, velenosamente, nell'opinione pubblica l'idea di essere governati non da inetti o incapaci passabilmente trafficoni, ma volta a volta da: clerico-fascisti, golpisti di stato, stragisti di stato, corrotti, mafiosi ecc.

E' questa grande tribù sedicente democratica che ha educato tutte le piccole tribù peninsulari ad appropriarsi del proprio pezzetto d'Italia. Ma il governo Berlusconi nel - circoscrivendo il problema alla pubblica sicurezza - in quattro e quattr'otto avrebbe dovuto raddrizzare questa situazione. Siccome non credo oggi alla favole della Napoli ripulita dall'immondizia dai miracoli di Supersilvio, non credevo neppure a quel tipo di miracolo, e non lo pretendevo.

Se poi pensiamo di costruire un paese "liberale" auspicando una sorta di grandiosa palingenesi morale, beh, nella storia non è mai successo.

Di questo ne abbiamo già discusso. Il tuo problema è che sorridendo ti rifiuti di leggere le carte processuali e pensi di essere super partes sempre e comunque. In realtà mi pare che tu sia spesso italiano più di tutti quelli che insulti nei modi più fantasioni e volgari ovviamente spesso hai ragione. Ora per quanto riguarda Genova mi linkerai wikipedia e mi chiederai le prove.

Dimostrando ancora una volta Nessuno qui ha negato le colpe di nessuna delle parti in causa. In particolare nessuno dubita che la sinistra si sia coccolata i facinorosi o che la destra abbia organizzato un pestaggio ed una detenzione illegale su vasta scala proprio perchè è su vasta scala: i singoli episodi possono pure essere iniziative individuali, ma non si muovono decine di poliziotti senza un' ordine politico.

Nessuno poi mette in dubbio che ci siano andate di mezzo in gran parte persone del tutto estranee ai saccheggi precedenti. Resta che una parte ha organizzato o almeno coperto il sacco di Genova, e l'altra ha autorizzato un pestaggio di massa. In base a quale ragionamento vogliate difendere una qualunque delle due mi sfugge completamente. Genoa tells us that when the state feels threatened, the rule of law can be suspended. E devo dire che qui in parte dissento: in un paese serio la cosa poteva essere gestita alla luce del sole, come dice Michele.

Certo sono situazioni in cui le garanzie legali vanno un po' a quel paese, ma tra una mischia in piazza o allo stadio ed un pestaggio e detenzione illegali ce ne passa. No io quell'articolo non l'ho letto e, tra i due, quello che scrive di più su queste cose non sono certo io.

Motivazione scritta da Emilio Gatti e depositata il 14 marzo. Non so se i giornali italiani ne abbiano parlato in maniera seria perchè non ero in italia. Poi vorrei sapere quando mai ho giustificato il "sacco di Genova" o Giuliani o espresso la mia stima per, ad esempio, Casarini. Non l'ho mai scritto e quindi, se qualcuno lo pensa, è perchè arriva a conclusione troppo velocemente.

Non mi piace chi confonde il blocco nero che dal primo minuto ha messo a ferro e fuoco Genova - e questo quasi indisturbato - con i disordini generalizzati di una parte di corteo dopo la prima carica, con Casarini e le tute bianche, con Agnoletto e con tutta la costellazione politica e culturale che a Genova ha manifestato ed è stata manganellata comunque spesso si trattava di spranghe di ferro a dire la verità Bisogna distinguere ogni posizione dalle altre.

C'erano pure le suore quindi Ancora peggio confondere gli allora DS con le forze politiche parlamentari o extra-p. Peggio di tutto poi è il mettere sullo stesso piano polizia e manifestanti. Amesso e non concesso che tutti i manifestanti fossero sinistroidi folli pronti a devastare genova, il citare i loro crimini accostandoli alle azioni delle forze dell'ordine è un odioso artificio retorico che serve solo per sminuire le enormi responsabilità e il marciume presente in parte di queste ultime peraltro mai rimosso, anzi promosso sia dal governo Prodi che da quello B.

Tra guardie e ladri ci deve essere sempre una netta e chiara differenza. Se diamo per scontato che i ladri sono ladri e vanno perseguiti non bisogna dimenticare che le guardie rappresentano lo stato con tutto quello che ne consegue anche sul piano simbolico. Vabbene che il concetto di stato e di legalità è una costruzione ma arrivare a questo punto In definitiva penso che dibattito processuale ha permesso di separare e individuare con precisione le posizioni e le responsabilità di ognuno e di sfatare alcuni miti.

Per esempio il fatto che i disordini siano stati guidati e preparati dalle tute bianche. C'erano precisi accordi tra gli alti dirigenti della Digos e Casarini e compagni. Come succede in molte manifestazioni fu previsti un incontro scontro più simbolico che altro e una ritirata ordinata del corteo che doveva essere respinto con "dolcezza" davanti alla linea rossa.

Invece i dirigenti della digos che erano in testa al corteo come da accordi sparirono pochi minuti prima della carica che diede il via ai disordini. Perchè ancora non lo si è capito. Parlare di Casarini e dei suoi e confonderli con tutte le tute bianche pure.

Confondere queste ultime con tutti i manifestanti di genova è un'altro errore. Giustificare in qualsiasi modo la polizia adducendo come motivazione il blocco nero è poi eresia. Negare le responsabilità politiche di tutti coloro che allora erano e avevano potere intendo media, parlamento, governo, opposizione, capo dello stato ecc è ancora peggio.

Su due punti siamo d'accordo: le azioni degli uni non giustificano quelle degli altri, e le responsabilità politiche del governo in carica mi paiono evidenti. Trovo francamente ridicole per quanto verosimile tanto la pretesa di fare la rivoluzione d'accordo con le guardie quanto i piagnistei perchè poi quelli fan sul serio. La presenza dei black block o come si chiamano era stata annunciata da settimane, e la pretesa di mischiare una manifestazione pacifica, una "violenta ma non troppo" ed una teppistica è semplicemente assurda.

Non dubito che la polizia per controllare la folla non abbia guardato in faccia a nessuno: è quello che succede sempre in queste situazioni, come allo stadio. Se veramente si voleva evitarlo i vari Casarini ed Agnoletto dovevano dedicarsi loro al controllo dei teppisti, che invece hanno coperto sperando di ottenerne maggior forza d' urto.

Mi rivolgo a te, Marcello, perché questo tuo intervento - che condivido dalla prima all'ultima parola - dimostra equilibrio e ragionevolezza con altri - come ho già avuto modo di dire - ho sperimentato la completa inutilità di un contradditorio alimentato da visioni assolutiste ed ideologiche, spesso centrato su aspetti marginali e basato su dietrologie tipicamente italiane e, quindi, confermo la mia indisponibilità al confronto con essi Questo luogo virtuale si è sempre distinto per l'alto livello della discussione e per la preminenza attribuita ai temi economici, nell'ovvia e doverosa consapevolezza delle interazioni con il contesto politico e l'articolo di Michele - che si occupa della questione morale - porta il ragionamento su di un tema di grande rilevanza, proprio per valutare le caratteristiche di tale contesto e spero, anche, con l'obiettivo di migliorarlo.

La direzione che ad un certo punto i commenti hanno preso, invece, mi pare un vicolo cieco: continuare a discettare di colpe nell'ambito di ragionamenti? Siccome è tuo costume mandare a dire le cose faccio alcune precisazioni partendo dalla supposizione che il tuo post sia riferito al mio - sono egocentrico, è vero:. In definitiva ti definirei un teppistello doroteo.

Ma non lo faccio. Ti invito anche a non replicare per non scatenare risse virtuali e nuove brutte giornate su nFA - come vedi la tua retorica alle volte è davvero odiosa. Probabilmente cercavi esattamente la mia risposta per chiedere censura definitiva ma non mi interessa molto.

Chi vuole capire ha capito bene di che pasta sei fatto, almeno su certe questioni. Credo invece che doc abbia ragione: la discussione, per quanto civile è in un vicolo cieco: siamo sostanzialmente d'accordo sui punti fondamentali e giochiamo di fioretto su dettagli secondari. Per quel che mi riguarda la discussione è chiusa, tanto più che questo sottothread è già degenerato.

Anche qui le responsabilità ci sono, ovviamente ed infatti io l'ho scritto. Semplicemente perchè le prime non rappresentano altro che loro stesse, le seconde lo stato anche di diritto. In ogni manifestazione ci sono accordi preventivi tra la digos o chi per essa e i manifestanti. E questo non solo sui percorsi ma anche sulle modalità di scontro. Il corteo caricato aveva come gruppo di contatto molti parlamentari di rifondazione e con loro c'erano alti dirigenti digos che poi si sono dileguati inspiegabilmente qualche minuto prima della carica dei carabinieri.

Questi sono fatti, non opinioni. Elezioni, Berlusconi imita Renzi: Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per berusconi i costi de ilfattoquotidiano. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list vedere il punto 3 della nostra policy.

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Maurizio CrozzaNoveSilvio Berlusconi. Lady Etruria di Davide Vecchi Prezzo: È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del cp in particolare punti 3 e 5: Purtroppo il imitazioone di giornalismo che cerchiamo di imitazzione richiede tempo e molto denaro. Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.

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